La chiesa immersa nel verde della Tenuta

La chiesa di Santo Stefano del Ponte raccolta e immersa nel silenzio del parco, raggiungibile con una breve passeggiata nella tenuta, era originariamente denominata "La Plebana” e ha rappresentato, sino dalle origini medioevali, una delle principali matrici della comunità cristiana nel Sestrese.

CENNI STORICI

Il primo insediamento sorgeva presso quello che era il maggior insediamento del borgo Tegulata o Segesta, e fu perciò definita "plebana". La costruzione della chiesa originaria risalirebbe al periodo paleocristiano forse per opera dei monaci di San Colombano di Bobbio. Alcuni riferimenti storici alla "Plebana" risalgono all'Editto di Rotari del 643 e a decreti della Repubblica di Genova del XI secolo, tra il 1012 e il 1034.
Della chiesa d'origine non restano ruderi.
La costruzione attuale risale al Settecento, in seguito, la chiesa venne ampliata con la costruzione del battistero e arricchita con un pavimento in marmo. La facciata venne successivamente decorata dal maestro Erminio Ferrea con preziosi stucchi e fu aggiunta la statua di Santo Stefano.

L'INTERNO

L'edificio si presenta a tre navate con tre altari. Ciascuna navata è delimitata da due colonne a capitello corinzio e da archi a tutto sesto. La navata centrale termina con una profonda abside. L'altare centrale è consacrato al protomartire Santo Stefano, mentre gli altri due sono sacri rispettivamente alla Vergine del Carmelo e a San Giuseppe. L'altare maggiore è ottocentesco, presenta ricchi marmi policromi e gradoni che non hanno la forma convessa tipica degli altari di stile rococò ma forma rettilinea. Il coro ligneo, che è in noce e risale alla seconda metà del XVIII secolo, riprende i motivi della tipica produzione ligure del Settecento. L'altare dedicato alla Madonna del Carmelo ha la volta adorna di stucchi dorati e di lunette con angeli, mentre le pareti sono di marmo con sei lesene di marmo giallo orientale. L'altare, che risale alla prima metà del Settecento e che la tradizione locale vuole sia il dono del marchese Stefano Durazzo "per singola grazia ricevuta", è impreziosito da marmi e ha colonne a spirale di marmo giallo orientale. Nella nicchia della cappella del Carmine si trova la scultura lignea della Vergine del Carmelo databile al Seicento.

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